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« Risposta #30 inserito:: Ven 13 Maggio 2011, 21:08:59 » |
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Egitto, arrestata donna all'origine di scontri settari con 15 morti
13 maggio 2011 - 00:28
Il Cairo – In Egitto è stata arrestata Abeer Fakhri, la donna cristiana la cui relazione con un musulmano ha fatto scoppiare mortali scontri settari, e tra le varie accuse che affronta c'è quella di poligamia. La donna sarà trattenuta per 15 giorni per permettere che venga interrogata. La Fakhri si è convertita all'Islam per sfuggire al matrimonio con un cristiano e ha iniziato una relazione con un musulmano. Quando la sua famiglia ha scoperto dove si trovava, l'ha presa e portata di nascosto in un edificio vicino a una chiesa nel distretto Imbaba al Cairo. Il suo compagno musulmano ha radunato un gruppo di ultraconservatori musulmani salafiti, dicendo che un musulmano convertito era stato rapito dalla chiesa. Gli scontri che sono seguiti hanno causato la morte di 15 persone e oltre 200 feriti. I cristiani costituiscono il 10% della popolazione egiziana di 80 milioni di abitanti.
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« Risposta #31 inserito:: Dom 15 Maggio 2011, 10:47:26 » |
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15 maggio 2011 - 08:35
Egitto, manifestanti cristiani aggrediti per vendetta, 65 feriti
Il Cairo – Un gruppo di manifestanti cristiani, impegnato da quasi un settimana in un sit-in all'estero della televisione di Stato per chiedere provvedimenti che mettano fine alle tensioni religiose, è stato attaccato al Cairo, e 65 persone sono rimaste ferite. Due sono in condizioni critiche. La polizia ha spiegato che quasi cinquanta aggressori sono stati arrestati. Le violenze sono iniziate quando un centinaio di persone ha tirato pietre sui manifestanti e ha dato fuoco ad alcuni veicoli nelle prime ore della notte tra ieri e oggi. La polizia spiega che gli aggressori si sono vendicati per una una rissa avvenuta poco prima in cui uno dei loro era rimasto ferito. La polizia e i soldati dell'esercito hanno sparato in aria per disperdere la folla.
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« Risposta #32 inserito:: Dom 15 Maggio 2011, 21:57:22 » |
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Egitto: 15 maggio 2011 scontri tra musulmani e copti, 70 feriti
IL CAIRO – Oltre 67 persone sono rimaste ferite negli scontri di ieri sera tra musulmani e copti davanti alla sede della Tv pubblica egiziana al Cairo. Lo ha reso noto oggi un responsabile del ministero della Salute egiziano. Tutto era cominciato con un alterco tra un giovane musulmano e i copti che da una settimana hanno organizzato un sit-in permanente davanti al'edificio che ospita la televisione di stato, nel centro della capitale, per protesta dopo i sanguinosi incidenti di una settimana nel quartiere di Embaba. Il giovane musulmano poco dopo era tornato con alcuni amici ed aveva aperto il fuoco contro i copti con un fucile da caccia ferendone tre. Ne è seguita una rissa in cui anche un musulmano é rimasto ferito.
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« Risposta #33 inserito:: Mar 17 Maggio 2011, 21:21:16 » |
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Egitto, nuovi scontri interreligiosi a Il Cairo: da sabato 78 morti
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Violenze davanti la sede della tv di stato dove i cristiani protestano da giorni: numerosi feriti e quindici arresti. Il Papa copto ai suoi fedeli: "Infiltrati tra i manifestanti: interrompere il sit-in" Non accenna a diminuire la tensione a Il Cairo, dove, nella notte tra sabato e domenica almeno 78 persone sono rimaste uccise, numerose hanno riportato ferite e contusioni e una quindicina sono state arrestate dalle forze di sicurezza in seguito alle violenze scoppiate tra musulmani e cristiani copti. Questi ultimi, riuniti davanti la sede della televisione di stato egiziana in un sit-in di protesta per la morte di 15 cristiani uccisi lo scorso 7 maggio nel quartiere di Imbaba, chiedono maggiori diritti e protezione per la loro minoranza religiosa, spesso divenuta bersaglio degli integralisti islamici.
Uno screzio tra un giovane musulmano e il gruppo di copti sarebbe stato alla base dei duri scontri scoppiati sabato, quando un gruppo di 50 islamici hanno accerchiato i manifestanti, attaccandoli con fucili da caccia e bombe molotov. Una decina di macchine sono state date alle fiamme, mentre la polizia lanciava lacrimogeni per disperdere la folla.
Immediata la reazione del papa copto Shenuda III, intervenuto per chiedere ai suoi fedeli di interrompere il sit-in di protesta che dura ormai da nove giorni. ""Questi scontri danneggiano la reputazione dell'Egitto e anche la vostra, per questo dovete interrompere immediatamente la manifestazione", ha esortato Shenuda, denunciando la presenza di "diversi infiltrati" tra le fila dei cristiani
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« Risposta #34 inserito:: Sab 21 Maggio 2011, 16:13:30 » |
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Egitto: scontri musulmani-copti al Cairo per riapertura chiesa
IL CAIRO, 19 MAG – Scontri sono di nuovo scoppiati oggi al Cairo fra cristiani e musulmani all'esterno di una chiesa chiusa da quasi due anni a causa di disordini interconfessionali e che e' stata riaperta oggi. Lo hanno reso noto fonti della sicurezza. La chiesa, nel quartiere di Ain Shams e' una di quelle di cui le autorita' avevano promesso la riapertura: la decisione era attesa dai manifestanti che dall'8 maggio stanno facendo un sit-in davanti all'edificio della radiotelevisione pubblica per protestare contro le violenze che hanno preso di mira i copti. Ad Ain Shams, diverse centinaia di integralisti islamici e di copti si sono attaccati con reciproci lanci di pietre dopo che i fondamentalisti avevano manifestato davanti alla chiesa per contestarne la riapertura. La polizia militare e' intervenuta e ha ristabilito la calma.(ANSA-AFP).
19 maggio 2011 | 21:51 Blitz Quotidiano
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« Risposta #35 inserito:: Lun 30 Maggio 2011, 15:46:11 » |
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Egitto: tre copti condannati per chiesa non autorizzata
IL CAIRO – Tre copti sono stati condannati acinque anni di reclusione da un tribunale militare con l'accusa di avere tentato di trasformare un'officina in una chiesa nonautorizzata. Lo si apprende da fonti giudiziarie le quali hanno spiegato che i tre sono stati condannati anche per detenzione diarmi bianche.I tre sono stati arrestati il 18 maggio scorso nel quartieredi Ain Shams in seguito a scontri fra cristiani e musulmaniattorno alla chiesa della Vergine, chiusa da quasi due anni a causa di disordini interconfessionali e che era stata riaperta quel giorno, provocando le proteste dei musulmani. 29 maggio 2011 | 21:25
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« Risposta #36 inserito:: Mer 15 Giugno 2011, 16:52:48 » |
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La spia israeliana che fomentava scontri tra cristiani e musulmani
14 giugno 2011 Un esponente dei servizi segreti egiziani conferma le accuse al militare arrestato pochi giorni fa Il militare israeliano Ilan Chaim Grapel, arrestato nei giorni scorsi in Egitto con l’accusa di spionaggio, “è coinvolto negli scontri settari degli scorsi mesi tra cristiani e musulmani”. E’ quanto afferma il generale Sameh Saif Yazal, ex esponente dei Servizi segreti egiziani, Mukabarat, in un’intervista ad Aki-Adnkronosinternational.
SPIA ISRAELIANA – L’arresto al Cairo del soldato israeliano aveva suscitato non poche polemiche tra le forze politiche egiziane. Grapel è stato accusato di essere una “spia inviata dai servizi segreti israeliani” in Egitto, di aver “fomentato lo scontro interreligioso” e il “conflitto” tra Consiglio supremo delle forze armate, al potere dall’11 febbraio, e il popolo egiziano. Le autorità israeliane negano l’appartenenza di Grapel al Mossad, ma Yazal sostienche “Israele nega perché non vuole riconoscere il fallimento nella gestione dell’agente”. Grapel è stato arrestato dalle forze di polizia egiziane domenica ed è in custodia cautelare per 15 giorni. Secondo il generale Yazal, il militare israeliano sarebbe stato inviato al Cairo nei giorni in cui sono iniziate le proteste contro l’ex presidente Hosni Mubarak. “Grapel è un ufficiale dell’esercito israeliano che ha partecipato alla guerra in Libano – continua Yazal – ed è stato inviato dall’intelligence israeliana durante le rivolte di piazza Tahrir”.
VIOLENZE INTERRELIGIOSE – In merito alle operazioni in cui sarebbe coinvolto il soldato israeliano in Egitto, Yazal denuncia un suo ruolo negli scontri tra cristiani e musulmani degli scorsi mesi. “Grapel, che era in possesso di un passaporto israeliano originale, è stato avvistato in alcuni dei luoghi in cui sono esplose le violenze interreligiose, in particolare nel quartiere di Helwan. Ha incitato i musulmani contro i cristiani”. Yalaz riferisce anche di contatti tra il soldato israeliano e giovani dei Fratelli Musulmani per raccogliere informazioni in merito al movimento. Sui rapporti con Israele, infine, il generale ammette che “negli ultimi mesi si sono raffreddate rispetto all’era di Mubarak”. (Aki)
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« Risposta #37 inserito:: Sab 18 Giugno 2011, 18:03:48 » |
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17/06/2011, 05:30 Egitto Violenze e feriti tra copti e islamici IL CAIRO È di sei feriti il bilancio degli scontri avvenuti nella notte tra manifestanti cristiani e polizia egiziana nella città di Minya, a sud del Cairo.
Gli scontri sono scoppiati quando la polizia ha cercato di disperdere la folla di manifestanti che hanno iniziato a lanciare pietre.
La protesta è iniziata dopo che si era diffusa la notizia che due ragazze copte erano sparite. I manifestanti si sono riuniti presso il dipartimento della sicurezza di Minya denunciando che le due giovani erano state costrette a convertirsi all'Islam.
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« Risposta #38 inserito:: Mar 21 Giugno 2011, 16:54:07 » |
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21/06/2011 16:23 EGITTO Egitto, la legge sugli edifici di culto è oscura. I dubbi delle comunità cristiane La bozza prevede che gli edifici religiosi debbano distare almeno 1 km da altri già esistenti, ma non spiega se moschee o chiese. Contestati anche il limite minimo di grandezza pari a 1000 mq e la gestione delle autorizzazioni data in mano ai governatori regionali.
Il Cairo (AsiaNews) – La nuova legge per la regolamentazione dei nuovi edifici religiosi proposta dal Consiglio delle forze armate egiziano è confusa e non convince i rappresentanti delle minoranze cristiane, che in questi giorni hanno chiesto chiarimenti alle autorità.
P. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, spiega che nella legge vi sono diverse incongruenze e almeno tre punti dell’attuale bozza devono essere riesaminati. “Per prima cosa – afferma il sacerdote – occorre notare che questo disegno legifera per la prima volta anche la costruzione di moschee e non fa distinzioni fra islam e minoranze. Secondo il progetto i nuovi edifici religiosi devono distare almeno 1 km da costruzioni già esistenti. Tuttavia nella bozza non è specificato se tale regolamento riguarda gli edifici di una stessa religione, ad esempio chiesa copta, protestante o cattolica, oppure fra religioni differenti, ad esempio islam e cristianesimo”.
Il secondo punto contestato riguarda le dimensioni minime di un edificio, che deve essere di almeno 1000 mq. “Trovare le risorse per un edificio di questa grandezza – spiega p. Greiche – è molto difficile e in molti casi praticamente impossibile. Nell’alto Egitto dove le comunità cristiane sono molto piccole e sparse nei villaggi una chiese di queste dimensioni non serve. Gli edifici già presenti non superano i 200 mq. Inoltre, soprattutto in città, è difficile trovare terreni liberi così estesi”.
Il terzo punto riguarda invece l’autorizzazione alla costruzione degli edifici di culto, che per i cristiani passa dal presidente della repubblica ai governatori regionali. “Lo Stato – sottolinea p. Greiche – lascia alle autorità regionali la facoltà di dare in ultima istanza il benestare per chiese e moschee. Tuttavia nel disegno non è previsto alcun criterio per autorizzare o meno l’uno o l’altro edificio religioso”.
Secondo il sacerdote il rischio è una applicazione arbitraria della legge a scapito delle minoranze.
Proposta lo scorso 2 giugno, la legge è considerata il primo frutto della rivoluzione dei gelsomini e del nuovo Egitto del dopo Mubarak. Essa nasce con l’intento di eliminare le assurde regole burocratiche, che per decenni hanno impedito ai cristiani di costruire nuove chiese, fra tutte l’obbligo di chiedere l’autorizzazione al presidente della repubblica o al primo Ministro. Durante il governo Mubarak i progetti venivano spesso bloccati dalle comunità musulmane, nonostante l’autorizzazione delle alte cariche dello Stato. In molti casi gli edifici venivano rasi al suolo da gruppi radicali islamici oppure per vendette famigliari, utilizzando come pretesto la poca sicurezza o l’utilizzo di materiali scadenti per costruire l’edificio, costringendo le minoranze a ricominciare dall’inizio l’iter di approvazione. (S.C.)
Asia news
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« Risposta #39 inserito:: Sab 25 Giugno 2011, 21:29:14 » |
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Egitto, scontri tra musulmani e cristiani per Topolino e Minnie con velo e barba
IL CAIRO – Anche Topolino e Minnie sono ormai coinvolti nelle tensioni tra musulmani e cristiani in Egitto: un disegno caricaturale dei due storici topolini di Walt Disney, con fattezze islamiche – lui con una folta barba nera ed il copricapo dei leader estremisti, la jothra, lei con un 'niqab', il velo integrale che lascia vedere solo gli occhi – ha provocato una denuncia da parte di 15 avvocati islamici contro il tycoon della telefonia egiziana Neguib Sawiris, di religione copta. I due ritratti sono infatti apparsi sulla sua pagina Twitter.
''Chiedo scusa a chi non ha considerato questo uno scherzo. Avevo pensato fosse solo un disegno buffo e non volevo mancare di rispetto a nessuno! Scusatemi!'', ha subito scritto Sawiris, ritirando le immagini incriminate. Ma gli avvocati hanno insistito nella loro denuncia sostenendo che il comportamento del magnate ''minaccia la pace sociale e l'unità del popolo egiziano, a maggioranza musulmana, e mostra i musulmani con l'aspetto di topi, testimoniando un disprezzo verso di loro e aprendo la porta al male e al disordine, in un momento in cui il paese ha bisogno di stabilità''.
25 giugno 2011 | 17:49 Blitz Quotidiano
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« Risposta #40 inserito:: Sab 25 Giugno 2011, 21:37:15 » |
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notizia del 25/06/2011 13.58.39
Egitto: i salafiti assediano una chiesa copta
Un assedio durato circa cinque ore perpetrato con armi e bastoni da centinaia di estremisti salafiti, che hanno persino minacciato di uccidere il parroco che stava celebrando la messa. È quanto accaduto giovedì sera nella chiesa di San Giorgio a Bani Ahmed, nell’arcidiocesi di Minya, in Egitto, già attaccata lo scorso 23 marzo, quando gli stessi salafiti hanno fermato i lavori di restauro della chiesa. Secondo padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, sentito dall'agenzia AsiaNews, i salafiti non vogliono il restauro e hanno attaccato l’edificio insospettiti dal trasloco di alcuni paramenti sacri in un magazzino della parrocchia. Il sacerdote spiega che gli estremisti non tollerano la presenza dei cristiani e trovano qualsiasi pretesto per distruggere le chiese. Intanto cresce la preoccupazione nell'arcidiocesi di Minya, che ha emesso un comunicato denunciando il "ritorno dei salafiti nel villaggio” e accusando il governo dei militari di non fare abbastanza per proteggere i cristiani. (L.G.)
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« Risposta #41 inserito:: Lun 27 Giugno 2011, 17:15:12 » |
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Egitto: annullato matrimonio di una cristiana convertita
IL CAIRO, 26 GIU – Il tribunale di Menufeya (Delta del Nilo) ha ordinato oggi l'annullamento del matrimonio di una donna cristiana copta, Abir Talaat, che si era convertita all'Islam nell'aprile scorso. La sua vicenda aveva innescato violenze interconfessionali che il 7 maggio scorso portarono alla morte di 12 persone (otto musulmani e quattro copti) nel quartiere cairota di Embaba. Il tribunale, a quanto si e' appreso da fonti giudiziarie, ha deciso l'annullamento sulla base delle norme della 'sharia', la legge coranica secondo la quale una donna musulmana non puo' essere sposata con un cristiano, a meno che quest'ultimo non si converta. A scatenare le violenze del 7 maggio furono voci secondo le quali Abir Talaat, trasferitasi al Cairo da Assiut, nell'Alto Egitto, dove viveva con il marito, era stata sequestrata in una chiesa dai copti che volevano costringerla a tornare sui suoi passi. Durante proteste promosse da alcuni esponenti salafiti, una chiesa, epicentro degli scontri, fu circondata ed un'altra fu danneggiata da un incendio. L'inchiesta successiva porto' al rinvio a giudizio di 48 responsabili dei disordini, 22 dei quali furono arrestati subito mentre per altri 26 furono emessi ordini di cattura. In seguito a quell'episodio il Consiglio Supremo delle Forze Armate, che regge protempore la presidenza egiziana, decise di ''esercitare il pugno di ferro contro chiunque alimenti tensioni religiose''.
26 giugno 2011 | 18:51 Blitz Quotidiano
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« Risposta #42 inserito:: Lun 27 Giugno 2011, 17:18:07 » |
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Egitto: vice premier, Usa e Israele istigano scontri tra copti e musulmani ultimo aggiornamento: 27 giugno, ore 09:16 Il Cairo, 27 giu. - (Adnkronos/Aki) - Ci sono gli Stati Uniti e Israele dietro gli scontri religiosi che stanno attraversando l'Egitto nell'era post-Mubarak. Ne e' convinto il vice primo ministro Yehiya al-Gamal, secondo cui Washington e Tel Aviv istigano scontri tra musulmani e cristiani copti con l'obiettivo di indebolire il Paese. ''Gli Usa e Israele sono dietro la sedizione religiosa in Egitto (in quanto, ndr) hanno realizzato che questa e' l'unica strada per indebolire il Paese'', ha detto al-Gamal in un discorso televisivo rilanciato dall'agenzia di stampa 'Mena'. ''Israele sta cercando di fare questo perche' l'Egitto e' il potere piu' forte nella regione'', ha sottolineato.
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« Risposta #43 inserito:: Sab 09 Luglio 2011, 16:25:09 » |
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08/07/2011 12:44
Egitto: i cristiani registrati come musulmani potranno cambiare il loro status Lo ha deciso nei giorni scorsi la Corte suprema egiziana. Sui documenti si potrà cancellare la dicitura “ex musulmano”, causa di discriminazioni. Portavoce della Chiesa cattolica egiziana: “Per avere dei risultati sarà necessario verificare la reale applicazione della legge”.
Il Cairo (AsiaNews) – I cristiani registrati per costrizione o per errore come musulmani potranno scrivere sulla propria carta di identità la giusta denominazione religiosa. Lo ha deciso nei giorni scorsi la Corte suprema egiziana. Il verdetto cancella la norma che costringeva i cristiani “convertiti” per errore all’islam ad avere sui propri documenti la dicitura “ex musulmano” scritta fra parentesi accanto alla religione di appartenenza. Per poter cambiare status sarà ora sufficiente presentare un certificato di nascita che attesta la registrazione come cristiano, con una conferma della chiesa di appartenenza.
A tutt’oggi, in molti uffici dell’anagrafe egiziana, i neonati e chi deve cambiare i documenti sono registrati come musulmani. Spesso i funzionari si rifiutano di correggere e invitano i cristiani a non cambiare status perché “essere musulmano è un vantaggio”(Cfr. AsiaNews “Il caso Hegazi: l’ossessione dell’Islam per le conversioni”) . Secondo alcuni studiosi cristiani ciò dimostra la volontà di alcuni uffici amministrativi di approfittare della loro posizione per “islamizzare” i cristiani. Organizzazioni musulmane rivendicano la “conversione” all’islam di almeno 10mila cristiani ogni anno.
P. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, afferma ad AsiaNews che “la decisione della Corte è un segnale positivo del cambiamento in atto nel Paese”. “In passato – spiega il sacerdote - la Corte ha proposto più volte una revisione della norma discriminatoria, ma ha sempre ricevuto la strenua opposizione di Habib Adli, ex ministro degli Interni, ora in carcere per corruzione”.
Tuttavia, secondo p. Greiche l’opposizione viene soprattutto da funzionari di basso livello. “La legge – spiega p. Greiche – non è detto che sarà applicata da tutti, per avere dei risultati sarà necessario verificare la sua reale applicazione, soprattutto nelle aree più remote del Paese”. (S.C.)
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« Risposta #44 inserito:: Dom 15 Gennaio 2012, 02:41:22 » |
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Fratelli Musulmani: Il Cairo val bene una messa - L’ANALISI
Lo scorso 7 gennaio i cristiani egiziani hanno festeggiato il Natale. Come tradizione, i copti hanno cenato con i loro familiari e sono poi andati alla messa di mezzanotte. Quest’anno, però, c’è stata una novità: per la prima volta, Pope Shenouda, la massima autorità dei copti, ha invitato alle celebrazioni nella cattedrale di Alessandria, esponenti dei partiti politici e dei vertici militari. Tutti, ad eccezione dei salafiti di Al Nour, hanno accettato l’invito.
Nelle prime file della chiesa sedevano i rappresentanti del partito Libertà e Giustizia, il braccio politico dei Fratelli Musulmani. Questo gruppo politico presto controllerà il 45-50% dei seggi del parlamento. Nei giorni scorsi, alcuni membri del partito hanno organizzato squadre di volontari per proteggere le chiese, dopo che si era diffusa la voce di possibili attacchi contro i cristiani nel periodo delle feste.
Nei prossimi mesi si discuterà la nuova Costituzione egiziana. La partecipazione dei Fratelli Musulmani alla messa di Natale, è un segnale per le forze laiche e i copti, che il partito Giustizia e Libertà è disposto a trattare con loro per ottenere una larga maggioranza. Questo gruppo, in questi giorni, vuole convincere gli egiziani, gli Occidentali e i militari che non cerca un’alleanza con i salafiti per aumentare il peso dell’Islam politico nella nuova Costituzione.
Inoltre la scelta di partecipare alla messa ha lo scopo di sottolineare la differenza tra i Fratelli Musulmani e le istanze più radicali che provengono da una parte della variegata galassia islamista. Una settimana fa, un Imam aveva detto che è contrario alla religione islamica fare gli auguri di Natale ai cristiani. Nei giorni scorsi, qualcuno ha rovinato le decorazioni natalizie di alcuni negozi. Diversi testimoni parlano di gruppi spontanei per la “promozione della virtù e la soppressione del vizio” che, sul modello della polizia religiosa saudita, hanno iniziato ad aggirarsi per le strade di alcune città per controllare che la merce esposte nei negozi sia conforme alla legge islamica.
La decisione di organizzare delle ronde a protezione delle Chiese rende il movimento ancora più popolare tra gli egiziani che temono il potere dei militari. Proteggere le chiese significa mandare loro il messaggio che gli Egiziani non hanno più bisogno di loro, nemmeno per garantire la loro sicurezza.
Infine questo è un segnale di stima per i cristiani, verso i quali molti musulmani egiziani, abituati da centinaia di anni alla convivenza, hanno un profondo rispetto.
I copti però non chiedono rispetto ma uguaglianza. Durante il regime di Mubarak essere cristiano voleva dire prendere un voto un po’ più basso agli esami, non poter quasi mai accedere alle alte cariche militari e avere più difficoltà ad ottenere lavori pubblici tramite concorso. Oggi, i cristiani vogliono essere trattati da egiziani e non essere solo rispettati come minoranza. Vogliono uno Stato laico che metta tutte le religioni sullo stesso piano e questo i Fratelli Musulmani non lo possono garantire.
Matteo Colombo
Panorama.it
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