Egitto Web Forum
Sab 19 Maggio 2012, 23:43:34 *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie: Benvenuti nel forum.
  EgittoWeb   Home Forum   Guida Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: RIVISTE e FUMETTI  (Letto 748 volte)
duilia
Moderatore generale
Utente esperto
*****
Messaggi: 611


Il destino mescola le carte e noi giochiamo.

dollyta@hotmail.it
« inserito:: Gio 28 Aprile 2011, 23:27:52 »

Rivolta in Egitto, ecco il fumetto “Metro” (Il Sirente).
Intervista alla curatrice della collana “Altriarabi” Chiarastella Campanelli


E se la rivolta scoppiata in Egitto, qualche mese fa, fosse stata disegnata già tre anni prima in fumetto? O meglio, in una graphic novel, precisamente in ‘Metro’.

Magdy El Shafee è un farmacista egiziano, con la passione per i fumetti, in particolare per quelli del nostro Hugo Pratt. Irriverente vignettista del giornale Durust, nel 2008, decide di cimentarsi nella sua prima graphic novel, per l’appunto ‘Metro’.

Il fumetto innescherà una vera e propria escalation di repressione da parte del governo egiziano, sia nei confronti della casa editrice egiziana Malameh, sia nei confronti di Magdy. La corruzione, l’ingiustizia e la povertà raffigurati duramente in ‘Metro’, sono un vero pugno nell’occhio per il regime di Mubarak, il quale mette immediatamente in moto le sue forze per sequestrare tutte le copie della graphic novel, ma soprattutto per arrestarne l’autore.

Magdy viene condannato dal Tribunale di Qasr el Nil, con l’accusa di aver scritto un libro nel quale sono rappresentate “immagini immorali e personaggi che somigliano a uomini politici realmente esistenti”. Come si legge anche nella prefazione del fumetto, alla richiesta dell’avvocato difensore di Magdy di specificare chi fossero i personaggi oltraggiosamente rappresentati, nessun ufficiale ebbe il coraggio di emettere una precisa risposta.

Questo è solo uno scorcio dell’Egitto, prima dello scoppio di piazza Tahrir, dello scorso febbraio. Ma ad essere lungimirante non è stato solo Magdy El Shafee, lungimiranza è stata anche quella della piccola casa editrice indipendente abruzzese, Il Sirente, che nel dicembre 2010, tre mesi prima dello scoppio delle rivolte nel Maghreb, ha pubblicato per la prima volta in Italia, oltreché in Europa, la preveggente opera del farmacista egiziano.

Per non perdere l’occasione di dare eco a uno dei sempre più rari prodotti di qualità della cultura contemporanea, abbiamo voluto porre alcune domande a Chiarastella Campanelli, curatrice della collana Altriarabi de Il Sirente, all’interno della quale è collocato ‘Metro’.

Come nasce l’idea di avvicinarsi a questo mondo culturale, a volte fin troppo sconosciuto, come quello del mondo islamico. Ed in particolare, com’è strutturata la collana Altriarabi?

Altriarabi: ‘altri’, quindi diversi dall’immaginario comune e dagli stereotipi a loro dedicati, come l’orientalismo o l’arabo terrorista di Al Qaeda. Il progetto nasce alla fine del 2008, con l’idea di presentare ai lettori italiani una serie di libri di autori arabi, con una linea ben definita che è quella della contemporaneità. La collana nasce dalla considerazione che il mondo arabo stava attraversando una rivoluzione culturale, in cui erano presenti nuovi autori e nuovi lettori, ben più vicini a noi “occidentali” di quanto pensassimo. Altriarabi è un work in progress che vuole dare oltre a delle opere letterarie e artistiche, degli spunti e delle idee riguardanti il mondo arabo. Con ogni libro, infatti, si possono scoprire le realtà e le tendenze che attraversano queste terre a noi, purtroppo, ancora estranee. Ma in particolar modo, la collana nasce dal mio amore per il mondo arabo e dall’osservazione del panorama italiano, nel quale le opere arabe sono sparse “come aghi in un pagliaio” e appartenenti soprattutto ad una vecchia generazione di scrittori. Altriarabi, può essere definito un piccolo cofanetto culturale del mondo arabo da riempire costantemente.

Come si è arrivati a Metro e a Magdy el Shafee? In quale periodo e in quale situazione, si trovava l’Egitto in quel momento. Ci sono state difficoltà nel far decollare o nel realizzare il progetto?

Metro viene pubblicato in Egitto nel 2008, nel pieno di quella che è stata chiamata “la rivolta del pane” e delle manifestazioni del movimento “Kiffeya”. Era già un Egitto in fermento, sebbene nel suo piccolo, infatti, alle manifestazioni erano più le forze dell’ordine che i manifestanti. Tuttavia quello che l’Egitto stava mandando era un segnale forte, ricordiamo lo sciopero bianco, ben rappresentato dalla parola kiffeya, che in italiano vuol dire, basta. Proprio nello sciopero del 6 aprile 2008, infatti, nascerà un movimento che diventerà uno dei protagonisti della rivoluzione di quest’anno.

A Metro e a Magdy el Shafee siamo arrivati tramite il nostro traduttore Ernesto Pagano, che al tempo viveva al Cairo. Avevo notato il libro già da qualche tempo, quando Ernesto l’ha proposto in traduzione dall’arabo, siamo stati ben lieti di cogliere l’occasione. Vero è che prima di arrivare nelle nostre mani, la rarissima copia di Metro ha fatto il giro del mondo: il nostro traduttore,infatti, aveva malauguratamente smarrito in viaggio una delle sue ultime copie in circolazione, come si sa infatti, il fumetto era diventato una rarità, poiché era stato ritirato dalle vendite e censurato. Così abbiamo ricontatto Magdy per riuscire ad avere un’altra copia, sfortunatamente ci dise di aver appena inviato l’ultimissima a una dottoranda tedesca, immediatamente cerchiamo di contattare questa ragazza, che finalmente ci spedisce Metro.

Un’altra difficoltà è stato il lavoro di grafica e traduzione: dal punto di vista grafico era la prima volta che ci confrontavamo con le graphic novel, in più era una graphic araba, quindi scritta da destra a sinistra, ciò comportava dei problemi non irrilevanti. Una delle decisioni più difficili è stata quella relativa ai suoni: rumori in metropolitana, telefonini… chiaramente scritti in arabo, che all’interno delle vignette diventavano quasi parte delle immagini, vista la bellezza del carattere arabo.

Finalmente Metro viene pubblicato in Italia: come sono andate le vendite all’uscita e quanto ha influito sulla sua fortuna l’esplosione di piazza Tahrir?

Metro viene pubblicato in Italia nel dicembre 2010, Magdy è venuto in Italia in concomitanza con il lancio del libro a dicembre. Le vendite sono andate discretamente, ma l’esplosione di piazza Tahrir ha dato al libro un clamoroso effetto rebound e abbiamo praticamente ultimato le stampe che avevamo fatto.

Quali progetti avete in cantiere come casa editrice? Per caso è previsto un sequel di Metro?

La collana Altriarabi ha sempre tanti progetti in cantiere: una seconda graphic novel, stavolta proveniente dal Libano, divisa in due volumi dal titolo Amalgam I e II, un fumetto stravagante e autobiografico che racconta la vita, dalle parti di Beirut, di una 23enne audace, che parla liberamente di corruzione, maschilismo e disparità sociali. Invece dalla Palastina è arrivato il libro di un giovane autore Akram Musallam, vincitore, nel 2007, di un premio della prestigiosa fondazione Abdul Mohsen al Qattan.

Per quanto riguarda Magdy, ci auguriamo tutti un sequel di Metro, ambientato magari durante i giorni rivoluzionari, ma per ora attendiamo il suo ritorno in Italia, previsto per il prossimo 6 Maggio, all’Orientale di Napoli, dove ci racconterà lui stesso quello a cui sta lavorando e che chiaramente seguiremo con passione


Mediapolitika



Registrato

il limite estremo della saggezza è ciò che la gente chiama pazzia!
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Edizioni dell'impossibile
P.IVA 10029651006 - CCIAA 1205173

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.15 | SMF © 2006-2009, Simple Machines | Sitemap XHTML 1.0 valido! CSS valido!